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Le Signore dei mistici orti

 

L’orto o il giardino sono simboli del Regno del Signore o della S. Chiesa. La Chiesa è la Sposa giardino chiuso del Cantico, mentre Maria è la rosa mistica, la rosa fragrans, la rosa novella e il fiore tra i fiori.

Ma oltre ai riferimenti alla Madonna, i giardini mistici conservano altre impronte al femminile.

La prima signora (in negativo) è Eva che nell’Eden profanò l’albero della conoscenza del bene e del male. Quando il Signore si avvicinò all’aura del giorno, i sogni scomparvero e ai due poveri esseri umani rimase solo la terra da lavorare con fatica e da abbracciare dopo la morte (Genesi 3, 1 e ss.).

Una seconda signora è Ester che al convito chiese al re Serse di risparmiare gli ebrei oppressi da Aman. Il re sdegnato andò a meditare nel suo splendido giardino persiano e forse paragonò la bellezza e le parole veritiere della sposa a quelle dei fiori e delle fontane. Ester ebbe ragione e i corrieri reali partirono con le lettere reali che riconoscevano la dignità degli ebrei (7, 1 e ss.).

Daniele invece racconta la storia di Susanna di Babilonia consorte del ricco Ioakim. Verso mezzogiorno la donna si recò nel giardino a passeggiare o a fare il bagno, chiudendo le porte. Nota è la storia dei due anziani che le tesero un tranello, al quale ella sfuggì preferendo l’innocenza davanti al Signore anche se comportava la condanna a morte. Grande fu la gioia di Daniele, dallo spirito santo, per la salvezza di un’innocente (13, 1 e ss.).

Ai tempi di Gesù, signora di mistici orti fu Sant'Anna, madre di Maria (Protovangelo di Giacomo e Pseudomatteo). Afflitta per la sterilità, verso l’ora nona scese in giardino, vestita riccamente. Vedendo un alloro, si sedette ai suoi piedi e supplicò il Padrone che aveva già benedetto il ventre di Sara, dandole un figlio, Isacco. Nell’alloro vide un nido di passeri e poco dopo un angelo le annunciò una discendenza benedetta.

Frutto divino di sua figlia, Gesù parlò del Regno di Dio come un granello di senapa, che un uomo ha preso e gettato nel suo giardino; esso crebbe e divenne un albero e gli uccelli del cielo sono venuti a ripararsi fra i suoi rami (Luca 13, 19).

Dopo la morte, il Signore fu sepolto in un giardino. Da risorto apparì a Maria Maddalena che lo credette il custode. Così racconta Giovanni (18, 1 e 26; 19, 41-42; 20, 15) ma Luca non menziona il giardino e sono le donne della Galilea che si recarono al sepolcro con gli aromi. Due uomini le rimproverarono: Perché cercate tra i morti colui che è vivo! ...

Nei primi secoli della cristianità Santa Dorotea (III secolo) venne rappresentata coronata di ghirlande, con il grembo pieno di fiori e un mazzo di fiori in mano. Condannata a morte durante la persecuzione di Diocleziano, fu avvicinata dall’avvocato Teofilo che le disse: Dorotea sposa di Gesù mandami delle rose del giardino del tuo Sposo. Gli rispose: Se crederai con tutto il cuore a quel Dio per il quale io soffro questi tormenti ti manderò ciò che mi chiedi.

Più avanti nel tempo, Santa Caterina da Siena († 1380) si dilettò con i fiori e a far prodigi su oggetti inanimati. Dei cattivi ecclesiastici disse che del tempio dell’anima loro e della S. Chiesa, che è un giardino, fanno rifugio d’animali e invitò a sradicare le piante fradice, sostituendole con piante novelle fresche e profumate: O misero uomo ... dovresti cacciare le anime per gloria e lode del mio nome, e stare nel giardino della S. Chiesa ...

Predilesse i fiori anche Santa Rita da Cascia († 1447) che malata riuscì a far fiorire le rose di un giardino in inverno. Il miracolo ci ricorda quello leggendario di Sant'Agnese dopo il martirio tornata dal Paradiso con un cesto di rose fiorite in inverno (vedi Gianfranco Russo in 'Orfeo').

Teresa di Avila († 1582) invece parla dei quattro modi in cui il giardino dell’anima viene rifornito di acqua. Il primo è di attingere faticosamente, secchio dopo secchio, l’acqua da un pozzo. È la vita di penitenza, lo sradicamento delle passioni e delle cattive inclinazioni, il dedicarsi alla contemplazione, all’orazione mentale, nella quale si pensa profondamente a Dio che è infinito amore ...

Gli altri modi di attingere acqua (sempre metafore della vita spirituale) sono tramite secchi con la ruota, con canali derivati da un fiume, o con la pioggia, dono del Signore, in vita di unione con Lui.

Anche le tende di Giacobbe erano belle come giardini lungo un fiume (Numeri 24, 6), il giardino del re David fioriva presso la piscina di Siloe (Neemia 3, 15) ... E la mistica signora recatasi ad attingere acqua al pozzo di Samaria chiese direttamente al Signore l’acqua viva dello Spirito ... (Gv 4, 1 ss.).

 

La SS. Annunziata, maggio - giugno 2005.

 

Paola Ircani Menichini. Tutti i diritti riservati.