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Nostalgia del tempo che sarà, quanta immaginazione!

 

 

Strano a dirsi, per i nostri canoni di abitudine, ma la parola nostalgia compare nella Bibbia solo due volte: nella Genesi 31,30 quando Labano rimprovera al genero Giacobbe, che era partito pieno di nostalgia per la casa di suo padre, di avergli rubato i suoi dei, e nella seconda lettera a Timoteo allorché Paolo ricorda le lacrime dell’amico discepolo e sente la nostalgia di rivederlo per essere pieno di gioia.

Sono entrambe sentimenti per qualcosa di concreto che si riferisce alla famiglia o a una cara persona e sono sorelle quella di Dante nel notissimo brano del Purgatorio. E Grazia Deledda scrive: Il suo pensier era sempre laggiù, fra le canne e glli ontani del poderetto. È insomma il rimpianto (un po' compiaciuto) di qualcosa di bello che si è avuto e ora si è perso. Ed appare liberante. Invece sembra meno liberante il rimpianto di qualcosa che doveva accadere e non è accaduto o doveva essere nostro e non si è avuto. Forse perché può provocare il dissidio con gli altri, per vari torti (forse) subiti.

Il passato, si sa, non ritorna, ma tuttavia se ne può desiderare ragionevolmente di conservarne una parte, con un documento, un oggetto, la memoria.

C’è invece un insieme di nostalgie (e qui è bene usare il plurale) che tanto fanno tendenza oggi.

Mai come questo 2014 ci appare dominato dal senso della nostalgia.

Un miscuglio di culture e un diluvio di messaggi portano taluni a temere il cambiamento in termini negativi, mentre altri resistono ancora a pensare a un futuro luminoso mentre si vive in uno sregolato presente.

A volte si può trovare alquanto imbarazzante in certi film attuali italiani e stranieri in cui si parla di nostalgia per paura del futuro, e cerimonie popolari come la Notte degli Oscar 2014 dove si fanno continue rievocazioni del passato cinematografico e non cinematrografico, con un senso simile. Danno l'idea di superficialità che si assomma al desiderio di sfruttamento commerciale di una naturale e profonda pulsione umana. E ci si muove nell'astratto, quasi meditando alla D'Annunzio, immaginifico poeta e scrittore modernissimo in questo senso. Una società preferisce immaginare il passato e il futuro invece di conoscere, sperimentare e accettare

Cercando di penare in modo cristiano, sarebbe come se Gesù dalla Croce si lamentasse come stesse meglio prima e come fosse bella la vita prima di entrare a Gerusalemme. Invece, dal supplizio, il Cristo ha continuato il suo luminoso e necessario magistero.