Ricordare e comprendere- Home

 

 

Militia est vita hominis super terram

Vostra gentil milizia,

signori fiorentini,

vi darà vera laude,

seguendo senza fraude

ciò che 'n questa ballada vi s'indizia.

Fiorentin saggi,

sia vostro disìo,

con grande istudio e con ispirienza,

di viver sempre nel tremor d'Iddio

(Matteo di Dino Frescobaldi)

 

Militia est vita hominis super terram - Milizia è la vita dell'uomo sulla terra scrive nel Libro di Giobbe (7, 1), intendendo con questa parola la disciplina militare. E sempre sullo stesso argomento, Giobbe aggiunge che i suoi giorni sono simili ai giorni di un mercenario. Come lo schiavo anela l'ombra e come l'operaio aspetta ai suo salario, così a lui toccano mesi di illusione e gli sono assegnate notti di dolore.

Queste struggenti parole spiegano ciò a cui deve tendere la Chiesa e perché è detta militante. Il senso, ovviamente, è spirituale: si riferisce alla lotta interiore che l'uomo è chiamato sostenere perché è nel mondo per combattere ed essere combattuto. Tutti i santi passarono attraverso umiliazioni e tribolazioni, tentazioni e cadute dalla croce. Ma sopportarono, le sostennero, ricominciarono daccapo e non si perdettero.

Non è così facile. In nessun tempo. Spesso il combattimento dell'anima è fiacco, senza forza e tanti cedono e alle passioni e alle pressioni: del denaro, del potere, dei desideri, delle illusioni, dei fallimenti.

La prima regola della milizia cristiana ... ... è vincere le ingiurie co' benefici (Paolo Segneri).

Disprezzare il mondo - si diceva un tempo - intendendo con questo il dominare ciò che in noi vi è di estremo autocompiacimento o di assurda illusione. D'altronde se non lo facessimo, sarebbe il mondo a farlo: disprezzerebbe la pietà, la misericordia, la mitezza, il coraggio e ogni bellezza.

E fare del bene. Come vinsero i santi? Riflettendo al monito di san Paolo: Non ingannate voi stessi, Dio non si prende in giro. Quello che l'uomo ha seminato, mieterà. Chi semina per la sua carne, riceverà la corruzione, chi semina nello Spirito avrà la vita eterna (Galati 6, 7).

Quindi usiamo intelligenza e, anche se non fa piacere, sperimentiamo la fatica, sforzandoci per entrare dalla porta stretta con la disciplina di  vita, a servizio di un nobilissimo ideale cristiano. Poi, come scrisse Dante:

... lo 'mperador che sempre regna

 provide a la milizia ch'era in forse,

per sola grazia, non per esser degna (Paradiso 12-41)

Tornando all'antichità e alla sua saggezza sulla disciplina di vita, scrisse Seneca: Atque vivere, Lucilii, militare est (lettera a Lucilio 96, 5): Vivere è cosa da militari. Chi è più bravo, chi viene sbattuto qua e là, è costretto a percorrere per dritto e per traverso le prove più rischiose, a fare fatiche terribili, è un valoroso. Gli altri che invece si lasciano andare all'inerzia, si lamentano sempre per qualche sciocca contrarietà (come Lucilio), stanno al sicuro, ma con disonore.

Non sopporterò più me stesso - scrisse ancora Seneca - il giorno in cui non sarò in grado di sopportare qualche disgrazia. Sto male ... fa parte del destino.