Elogio di uno studioso e appassionato collezionista:

 

Lando Grassi di Gabbro (Livorno)

 

 

Il 25 dicembre 2013, dopo il pranzo di Natale, moriva improvvisamente in via Venezia a Livorno Lando Grassi, ricercatore e studioso della storia del suo paese, Gabbro sui Monti Livornesi.

Era nato il 29 settembre 1947 all'ospedale di Livorno figlio di Gardino (deceduto nel 1971) e di Cherubina (Bina) Lippi (1903-1988) ed era stato battezzato con il nome di un fratello morto prima della sua nascita. Lando Grassi, il primo, era ritenuto al paese un giovane intelligentissimo che aveva la passione della meccanica. Durante la guerra era riuscito a salvare dai tedeschi il suo trattore manomettendolo ad arte, di modo che i loro meccanici non erano riusciti a metterlo in moto. Stava per essere ucciso, ma salvarlo era intervenuto un cannoneggiamento. Purtroppo l'appuntamento con la morte era solo rimandato perché nel 1945 Lando che aveva 16 anni era stato travolto dallo stesso trattore salvato dai tedeschi.

Lando, il fratello minore, nato due anni dopo, parlava poco della disgrazia della sua famiglia. Era una persona schiva e riservata. Dipendente ENEL per moltissimi anni, con la qualifica di caposquadra, viveva da solo coltivando la passione della storia e del collezionismo. La sua raccolta di francobolli era di livello nazionale e spesso ne era richiesta una parte per le mostre fuori di Toscana

Teneva in casa anche una collezione di giornali rarissimi, sia quotidiani che sportivi, tra i quali numeri vecchissimi e introvabili del Corriere dello Sport. E aveva catalogato tutte le squadre italiane di calcio, riportando la nascita dei club, i nomi dei calciatori, le classifiche, le trasferte, e ogni altra notizia trovata.

Con Corrado Palomba aveva iniziato a studiare la storia del Gabbro e del suo territorio. Insieme, in spirito di amicizia e in nome di una grande passione - le vicende del paese - avevano ricercato documenti, organizzato mostre, dibattiti ed eventi. Gli argomenti: Silvestro Lega, villa Mirabello, i mulini sul fiume della Sanguigna, l'anagrafe storica del paese secondo i registri parrocchiali, le delibere del Comune soppresso nel 1776.

Scoperte preziose erano uscite dagli archivi di Pisa, di Collesalvetti, della parrocchia di San Michele. Con metodo e intelligenza, avevano fotografato e trascritto i documenti fino a giungere alla pubblicazione con Paola Ircani Menichini dei libri Gabbro, gente, terre e documenti, 1996, e di La storia La storia della pieve di San Michele e della Compagnia della Natività di Maria del Gabbro (sec. XIV - sec. XIX) Le pievi e le chiese di Rosignano, Vada, Castelvecchio e Castelnuovo della Misericordia nelle visite pastorali dei secoli XV - XVII, 2011, ricevendo l'apprezzamento e il riconoscimento da parte del Comune di Rosignano Marittimo e degli studiosi.

Corrado Palomba, che con lui ha condiviso la pazienza delle ricerche, ha fornito queste notizie sulla sua vita che è stata, è vero, solitaria e riservata, ma anche straordinaria. Lo ricorda ancora con affetto assieme agli amici del Circolo Ricreativo che hanno devoluto in beneficienza le offerte raccolte dopo la morte.