Le lampade votive d'argento della cappella della SS. Annunziata di Firenze  home

di p. Eugenio M. Casalini, osm e di Paola Ircani Menichini

Collana Colligite 14, Firenze 2011.

 

Questo saggio, primo e unico nel suo genere per quanto riguarda l'argomento a Firenze, si basa su numerosi manoscritti inediti che gli autori hanno trascritto nella seconda parte del libro e il cui sommario è proposto in fondo a questa recensione. Dalla loro lettura si scopre che esistevano lampade davanti all’immagine della SS. Annunziata già nel Trecento e che la devozione rimase sempre costante fino al Novecento. Con essa ebbe importanza anche il dono dell'olio per accenderle. Dopo il Trecento, alcuni inventari e vari spogli d'archivio ne proseguono la storia nei secoli successivi. Il Cinquecento è il secolo in cui sono testimoniati il dono importante di 30 lampade da parte di Piero di Cosimo dei Medici, l’esproprio pubblico e la fusione dell'argento del 1527 e il risarcimento del duca Cosimo I (1544-1574). Nel Seicento e nel Settecento queste pie donazioni ebbero un incremento, anche in relazione alla Guerra dei Trent'Anni. Meritano nota qui in breve le offerte della casa granducale e di numerose famiglie fiorentine (Capponi, Strozzi, Guerrini e altre).

Tanta ricchezza però non era destinata a giungere ai giorni nostri. Nel 1799 avvenne un secondo esproprio e la fusione alla Zecca delle lampade votive e degli argenti da parte dell’esercito francese che occupava Firenze. La pietà dei cittadini però fu subito pronta a ricostituirne il numero. Dal giorno dopo la partenza dei francesi (5 luglio 1799) fino al 1804 ne giunsero prontamente più di trenta, la maggior parte delle quali non fu offerta con pieno dominio ma concessa in uso per evitarne un ulteriore esproprio. Alcune di queste lampade sono presenti oggi nella cappella della Madonna. Gli argentieri che le lavorarono furono Gaetano Querci, Vincenzo Scheggi, Gaetano Guadagni, Angelo Codacci, Andrea Marchesini e Michele Peyer (o Peier). La maggior parte di loro aveva la bottega al Ponte Vecchio. Restaurato il Granducato e durante l’Ottocento, altri benefattori di casate fiorentine o italiane offrirono nuove lampade d’argento alla cappella. Tra questi i Borboni di Napoli nel 1821, e un comitato anonimo per quella della Restaurazione del Principato di Toscana nel 1849. Nel 1896 giunse la pregevolissima lampada del Terremoto, offerta dalla Città per ringraziamento dello scampato pericolo del sisma del 15 maggio 1895. Fu eseguita dall’argentiere Giuseppe Gherardi di Firenze. Ma, a dimostrare il suo interessamento per un ben, la chiesa - che ad esso apparteneva dal 1866 - nel 1902 il Comune commissionò il restauro generale dell’altare d’argento ai fratelli Ceccherelli argentieri.

Nel Novecento si installò anche la luce elettrica in chiesa e l’olio fu meno necessario. Il dono si trasformò spesso e volentieri in un’offerta in denaro. Tuttavia il desiderio di illuminare la sacra Immagine rimase nei cuori dei fiorentini. Nel 1952, in occasione della ricorrenza del suo VII centenario (1252) fu offerta l’ultima grande lampada d’argento tuttora presente nella cappella. Venne disegnata dallo scultore Vitaliano De Angelis, in stile «moderno».

Oggi le lampade votive d’argento presenti davanti all’immagine della SS. Annunziata sono in tutto in numero di 19. La provenienza di 15 di loro è stata accertata dagli autori: sono ancora presenti le lampade donate dalle Società dei Nastrai, dei Servitori, dei Fruttaioli, dei Mercanti, dei Pizzicagnoli, dei Merciai, dalle famiglie Riccardi, Covoni, Ranieri, Capponi e Del Vivo tra 1799 e 1803. Le affiancano le imponenti e preziose lampade dei Borboni di Napoli, della Restaurazione del Principato, del Terremoto e del VII centenario - 1952. A queste va doverosamente aggiunta una ventesima lampada, quella Feroni della vicina cappella di S. Giuseppe, disegnata probabilmente da Giovanni Battista Foggini nel 1694 e ripulita e restaurata nel 1998.

 

Il sommario della documentazione:

I. Le lampade votive (p. Raffaello M. Taucci).

II. Ricordi del Quattrocento.

III. Ricordanze, campioni e inventari nel Cinque-Seicento.

IV. Filippo M. Tozzi, osm, «Memorie della chiesa, e convento ...» - 1765.

V. La spoliazione e le lampade offerte in epoca napoleonica.

VI. La lampada del re delle Due Sicilie - 1821.

VII. La lampada Gerini - 1838.

VIII. La lampada della Restaurazione del Principato - 1849.

IX. La lampada Taci Martini - 1849.

X. La lampada Moreni - 1850.

XI. Elenchi dell’Ottocento.

XII. La descrizione nella Guida del p. Pellegrino Tonini - 1876.

XIII. Le lampade Da Cepperello - Torricelli alle cappelle del SS. Sacramento e della SS. Annunziata - 1884.

XIV. La lampada Martelli Guicciardini - 1887.

XV. La lampada Dami nella cappella di S. Filippo Benizi - 1888.

XVI. La lampada del Terremoto - 1896.

XVII. Comune di Firenze - Inventario degli arredi sacri, biancheria, argenti etc. di spettanza municipale esistenti nella chiesa della SS. Annunziata 1872 - 1914 - Catalogo descrittivo delle cose d’interesse artistico e storico compilato dall’ufficio di Belle Arti e Antichità nell’anno 1914.

XVIII. Altri elenchi e ricordi di lampade e offerte.

XIX. Le lampade dei Frescobaldi.

XX. Il dono dell’olio e le offerte dopo l’elettrificazione della chiesa.

XXI. La lampada votiva del 1952 di Vitaliano De Angelis.

XXII. La ricognizione del 2007.