Ricordare e comprendere- Home

 

I 47 miracoli della Vergine di Lucignano (Arezzo)

 

 

Di questa Madonna si ricordano in pochi perché oggi la campagna incide meno nella storia e gli eventi che meriterebbero di essere ricordati a lungo per il loro significato spirituale si trasformano spesso solo in manifestazioni di folklore per qualche festa estiva da turisti. In più la memoria del convento dei Servi di Maria nel piccolo centro di Lucignano si è affievolita perché l’Ordine lo lasciò nel 1783 e la chiesa restò semplice parrocchia. Da molto tempo pertanto non si parla della grande venerazione che ebbe questa Immagine e chi vuole trovarne le notizie si deve affidare a documenti quasi introvabili. Dunque da questi si apprende che nel 1417 il pittore Feliciano Batone dipinse una Maestà nel muro vicino alla fortezza di Lucignano. Accanto una vecchia quercia faceva ombra all’icona quasi come un tabernacolo, e da questo le derivò il nome di Madonna delle Querce. Era poco visibile ma, nonostante ciò, ci fu chi la notò e in particolare si accese di devozione verso di essa il pio eremita, Francesco M. Boninsegni, che spesso veniva a visitarla e si tratteneva a lungo a pregarla. Un giorno si addormentò e gli parve di vedere l’immagine più bella e maestosa del solito con due angeli che l’adoravano. Disse allora che vicino a Lucignano vi era un gran tesoro e nessuno si prendeva la briga di cercarlo.

L’8 agosto 1467 accadde un prodigio singolare. Un nobile senese, inseguito dai suoi nemici che lo volevano morto, mentre fuggiva si ritrovò davanti alla Madonna delle Querce e, prostratosi in profonda preghiera, chiese la salvezza. L’ottenne: per il tempo necessario rimase invisibile agli inseguitori che non lo trovarono e proseguirono oltre. Quando fu in salvo, divulgò il fatto attirando l’attenzione dell’eremita Boninsegni, e di alcune devote donne che già avevano ricevuto delle grazie. Moltissime persone quindi cominciarono a recarsi a Lucignano a venerare la sacra immagine. Anzi, di null’altro si parlava e nell’ottobre delle stesso anno il popolo partecipò numeroso a una processione in suo onore. L’arciprete disse la messa ad un altare provvisorio. L’anno dopo, vista l’affluenza dei fedeli, fu fatta costruire una chiesetta per ordine del vescovo di Arezzo mons. Acciaioli e, verso il 1564-1565, venne realizzato un tempio monumentale sbancando la collina soprastante e costruendo muraglie per non danneggiare, ma anzi inglobare il muro dove era dipinta l’immagine. Nel 1569 i lavori erano molto avanti se era ricordata la pala dell’altare maggiore. Nel 1575 i Servi di Maria presero possesso della chiesa, la quale il 16 maggio 1617 fu consacrata dal vescovo Ricci. Per tutto il tempo in cui i religiosi custodirono la santa immagine, non mancarono di testimoniare le sue grazie.

 

Gli Annali dei Servi di Maria, III, 13 e ss. riportano 47 miracoli operati dalla beata Vergine delle Querce di Lucignano e riportano come fonte un elenco esposto parte in chiesa e parte presente in un manoscritto del convento.

Queste sono le persone che hanno ricevuto la grazia della guarigione dai mali dei quali erano affetti.

 

  • 1 – 3 luglio 1564, Lucia di Biagio del Fabbro, ha una gamba trafitta in più punti.

  • 2 – 13 luglio 1564, Binda di Sarcho, ha un occhio affaticato e non vede; sua madre ha una malattia a uno dei seni. I medici consigliano di tagliarli entrambi. Con l’aiuto della beata Vergine evita l’operazione.

  • 3 – lo stesso giorno Mattea di Silvestro da Lucignano guarisce da una vescica nel naso.

  • 4 – 14 luglio 1564, Filippo di Eleonora di Sebastiano Guadagni di Firenze è attratto nelle membra e ha le gambe distorte. Dopo il voto alla Vergine riacquista l’integrità e resta eretto.

  • 5 – 16 luglio 1564, Santi di Biagio da Farnitella e la moglie hanno due animali da lavoro ammalati e incurabili, portano dei fasci alla Vergine.

  • 6 – Vincenzo di Francesco da Genova è ammalato a entrambe le gambe, si può muovere solo usando dei pali di legno.

  • 7 – Pia moglie di Giovanni Giorgi da Scrofiano cieco si raccomanda alla Vergine e il coniuge ottiene la vista.

  • 8 – 20 luglio, Domenica di Lorenzo di Mariano è inferma da 11 anni.

  • 9 – 21 luglio, Iacopo di Benedetto di Prativecchio di Lucignano degente da 7 anni per malattia alle gambe, va alla “fonte sacra” dell’Immagine di Maria e ottiene la guarigione. Appende un’immagine di stagno della gamba.

  • 10 – 9 agosto, Pompeo dei Nobili medico fisico senese è affetto da otto anni di piaghe nel corpo e ha fratture alle gambe che sono da amputare in una parte significativa. Si muove con supporti di legno. Fa voto.

  • 11 – 21 agosto, Bartolomeo di Giovanni Vernia di Pienza da sei anni è affetto da un tumore alle gambe e da febbri.

  • 12 – Andrea di Simone di Tiferno (Città di Castello) degente a Castiglione Fiorentino è attratto nelle membra e usa le stampelle per camminare. In ringraziamento fornisce l’opera sua nella chiesa in costruzione.

  • 13 – 27 agosto, Domenica di Domenico di Gaspare da Radicorte da 24 anni ha male alla braccia, ed è priva dell’uso degli occhi.

  • 14 – 13 settembre, Domenico dei Vivaldi da Verona da 5 anni è malato nelle mani e nei piedi e non si può muovere, offre per voto la sua opera alla costruzione di tre altari e un calice e ornamenti per la chiesa.

  • 15 – 17 settembre, Alessandra di Giuliano da Scrofiano soffre di deflusso intestinale.

  • 16 – 21 settembre, Cristoforo di Matteo da Foiano ha una costola rotta e fa voto interposto.

  • 17 – 1 ottobre, Matteo Petri di Pietramala riacquista uso degli occhi.

  • 18 – 19 aprile 1565, Vincenzo Marinelli primicerio della Chiesa di Arezzo, che a suo tempo pose la prima pietra nelle fondamenta della chiesa, ha un dolore alle anche, i medici non trovano rimedio e fa voto.

  • 19 – 4 maggio, Bartolo di Nicola da Capazzano (Cortona), ha il morbo comiziale (epilessia), fa voto di lavorare alla chiesa in costruzione.

  • 20 – 10 giugno, Pasquina di Paolo Finucci di Monte Follonico, soffre di apoplessia in modo violento, e si presenta con aspetto mostruoso.

  • 21 – 1 luglio, Berna di Stefano dei Martellacci, per 22 mesi è stata privata dell’uso degli occhi.

  • 22 – 25 settembre, Antonio di Martino di Navarra in Lombardia, come fu testimoniato dal predetto arciprete, a giugno a Roma si era allettato, gli fu amputato un ascesso, ma gli fu recisa anche una vena degli occhi per caso. Diventato cieco, fa voto alla Vergine.

  • 23 – 19 gennaio 1567, Una figlia di Antonio di Andrea di San Zolino cieca dalla nascita viene condotta da un parente all’immagine della beata Vergine.

  • 24 – 20 aprile 1568, Maurizio di Iacopo di Monte prete, soffre di calcoli, per 14 giorni continui non può orinare, ed è conclamato dai medici.

  • 25 – Giovanni da Lucignano figlio di Giovanni e Marzia, si presenta dalla nascita con i piedi voltati e le dita dalla parte posteriore. Il 5 aprile 1616 feria terza della Pasqua, durante la processione generale dell’abito dei Sette Dolori della Vergine Maria, a 14 anni, si approssima e si commette alla santa Immagine e presso di lei dimora più giorni, fino a quando rimane solo. Immediatamente si solleva e i piedi si voltano nel giusto ordine. Torna a casa felice.

  • 26 – Lo stesso anno Giovanni di Giacomo Mannelli chirurgo, soffre per 22 ferite per lo più letali inferte dal nemico quando si trovò a Lucignano. Si raccomanda alla Vergine.

  • 27 – 8 dicembre 1625, Immacolata Concezione. Antonio di Antonio Campani di Lucignano dopo che aveva venerato la Vergine alla chiesa con Francesco Antonio Rosini, alla porta del villaggio viene ferito da un uomo con un pugnale in varie parti del corpo, si raccomanda alla Vergine prostrato per terra resta incolume.

  • 28 – Cammilla di Sebastiano di Lucignano, di 4 anni inferma alle gambe. I parenti la collocano all’altare della Vergine per interposto voto. Quando dopo la preghiera la genitrice si alza, anche la figlia si alza in piedi.

  • 29 – Francesco di Ercole Cantelli di Lucignano prete nel 1630 per più mesi ha una mostruosa e intollerabile scabbia, l’arte dei medici è impossibile a guarirlo, fa un voto, cade in un sonno profondo e si trova mondo.

  • 30 – 1634, avvengono più miracoli e per primo quello di Antonio tessitore di Lucignano, che ha infermità alle gambe e non può camminare nemmeno con i fulcri. L’ 11 febbraio 1634, sabato, avviene il miracolo e appende i fulcri all’immagine.

  • 31 – Lucia Petri moglie del tessitore ha grandissimo timore, è affetta da tristezza, geme sempre, non mangia, si aliena dal coniuge e dagli altri. Il marito e i parenti vanno alla Madonna delle Querce, depongono le vesti sull’altare. Si raccomanda alla Vergine e ritorna allegra.

  • 32 – Cammilla di Santi giace a letto con le febbri, ferma nelle braccia, con un grande ascesso tra le scapole e il petto. Fa voto il 5 aprile. Nel sonno si sente dire “Camilla aliò te converte”.

  • 33 – Giovanni Valentini di Montalcino medico fisso di Lucignano nel mese di ottobre sente gravissimi dolori alle ossa del bacino, quantunque eserciti arti mediche si raccomanda alla Vergine.

  • 34 – 5 novembre, Belisario di Angelo e Mariano di Lazzero chierici di Lucignano testimoniano che il 19 giugno alla sera nella vigilia della SS. Trinità, videro più luci davanti alla santa Immagine; sono stupiti ma felici perché la Vergine esprime il suo gradimento per la festa.

  • 35 – 27 ottobre, Orsino di Francesco Veltroni di Monte san Savino appende una gamba d’argento, fa voto, ed è liberato da un ascesso alla gamba destra, dove aveva avuto dolori per sei anni senza che le cure mediche avessero avuto beneficio.

  • 36 – Salvatore figlio di Iacopa e Salvatore Pampani ha infermità alle gambe, geme notte e giorno, i medici sono impossibilitati a guarirlo, ha dieci anni, il 15 dicembre per tre giorni continui è portato dalla madre alla chiesa e raccomandato alla Vergine e deposto sopra l’altare maggiore. Torna sano. Prende l’abito dei Servi e diventa fra Cristoforo Pampani laico nel febbraio 1677.

  • 37 – 14 ottobre, Giovanni Antonio di Francesco Minozzi di Lucignano fa fede autentica come nel 1627 la figlia Francesca priva dell’uso degli occhi riprenda la vista; con la genitrice a piedi nudi va alla chiesa per assolvere il voto.

  • 38 – Si fa fede come nel 1628, andando da Lucignano a Borgo San Sepolcro, viene preso da grandissima febbre, è attratto nelle membra e non può muovere nessuna parte del corpo, invoca la Vergine ed è guarito.

  • 39 – 5 ottobre 1634, Domenica moglie di Domenico di Livo di Lucignano ha un’infermità grave tale che non può stare su nessuna parte del corpo. Con una donna di nome Rosada Paolini va alla chiesa, e dopo aver pregato ottiene la grazia, si alza e torna a casa con le proprie gambe. Essendo prossima all’uscita della chiesa sente una campanella posta sempre nella chiesa presso l’altare. La donna e Rosada tornano indietro per capire, ma non c’e nessuno. Il prodigio accade per intercessione della Vergine. Capiscono che la Madonna vuole che lei faccia fatto voto di se. Va a casa e il giorno dopo con Rosada ritorna alla chiesa camminando a piedi nudi.

  • 40 – Domenico di Camillo di Santi di 10 anni, nel giugno del 1543, cade nel fiume Ponte gonfiato dalle piogge, si raccomanda alla Vergine ed è sorretto sopra le acque per mezzo miglio, e salvato.

  • 41 – Angelo di Benedetto Scorgnioni di Arezzo, affetto agli occhi, sta perdendo la vista e sta per morire. Lascia un occhio d’argento appeso alla sacra immagine.

  • 42 – Agostino figlio di Marco di Giovanni di anni 34, ammalato di vaiolo, fa voto nell’anno 1660.

  • 43 – Giuditta di 6 anni figlia di Sallustio lombardo scultore, soffre di dissenteria e diarrea; i parenti fanno voto nell’anno 1661.

  • 44 – Anno 1661, Angelina di Girolamo Angeli di Sinalunga di 4 anni, paralizzata da una parte del corpo, priva dell’uso della parola, viene raccomandata dai parenti alla beata Vergine.

  • 45 – Girolamo di Angelo di Martino di Sinalunga nel 1661 è preso da terrore, costretto a letto, non può parlare, cade in un mortale deliquio; la moglie fa voto interposto, lui annuente.

  • 46 – febbraio 1662, a uno de Battelli di Lucignano, mentre è a caccia, si incendia la polvere da usare per lo schioppo, gli brucia tutta la faccia, perde la vista e rimane deforme; si raccomanda alla Vergine e recupera gli occhi e il volto.

  • 47 – 1663, Virginia dei Vanni di Rigomagno, ha la gola chiusa e fa fatica a respirare; va alla chiesa della beata Vergine dove rimane a lungo in preghiera e con l’olio della lampada che sempre arde davanti alla santa Immagine si unge la gola.

 

Paola Ircani

 

Le immagini sopra riportate provengono da www.lucignanoweb.it e da www.toscanaviva.com